(...)
D. — Allora protesterebbe anche se non ci fosse nulla da protestare? R. — La genesi di uno scrittore è codificata da leggi biologiche. Da bambini gli scrittori si assomigliano tra di loro, come i pazzi. Hanno in comune il senso della esclusione dal mondo.
(...)
D. — Allora, perché protesta?
R. — E' la società borghese che non mi piace. E' la degenerazione della vita del mondo.
(...)
D. — Che cosa pensa di Che Guevara?
R. — Assomiglia troppo ad Hemingway per i miei gusti.
D. — Che cosa non le piace di Hemingway?
R. — Il borghese che scambia la sua inquietudine, per quanto nobile, per una palingenesi, il suo moralismo piccolo borghese per moralità rivoluzionaria. Questo è anche ciò che mi offende in Che Guevara. il suo atteggiamento arbitrario e precostituito rispetto alla rivoluzione.
(...)
D. — Crede in una morale?
R. — Io sono per la morale contro il moralismo borghese. Qual è la differenza? Glie la spiego: il moralista dice di no agli altri, l'uomo morale lo dice solo a se stesso.
(...)
D. — Non è in contraddizione?
R. — (...) E' la ideologia del consumismo che io nego. Quello che la società contemporanea dà ancora di buono e di bello, viene dalle sue radici umanistiche, da un mondo antico, povero e religioso. Ma la società consumistica è irreligiosa, e quindi arida.
D. — Lei non è ateo?
R. — Sì, io sono ateo. Ma i miei rapporti con le cose sono pieni di mistero e di sacro. Per me niente è naturale, nemmeno la natura.

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